Per investire nel modo giusto nella qualità dell’acqua della nostra casa è importante comprendere la differenza tra un bollitore e un puffer, così da acquistare il dispositivo ideale.

Puffer o boiler?

Un puffer è un serbatoio dove si accumula un fluido perché resti caldo. Il termine è usato in ambito della Termotecnica.

La sua funzione è simile a quella di un boiler, però con una sostanziale differenza: nel puffer l’acqua (o il fluido termovettore) è circolata in un circuito chiuso, mentre nel boiler l’acqua scaldata è usata per fini sanitari (rubinetti, docce).

Per tale ragione i puffer possono anche essere chiamati:

  • termoaccumulatori per acqua di riscaldamento
  • accumulatori inerziali
  • volani termici.

Le differenze tra bollitore e puffer

Spesso vengono impropriamente chiamati allo stesso modo, ma questi serbatoi di accumulo termico presentano importanti differenze che li contraddistinguono.

Nel puffer l’acqua presente viene riscaldata ciclicamente e funge da circuito primario per eventuali scambiatori di calore, quindi è acqua tecnica che garantisce l’inerzia termica.

Mentre nel bollitore l’acqua contenuta nel serbatoio di accumulo è il fluido riscaldato, ed è quindi “a perdere”, per cui in questo caso sono gli scambiatori di calore interni al serbatoio – tipicamente un tubo a serpentina – a riscaldare il contenuto.

Un esempio pratico di utilizzo del bollitore è in abbinamento ai pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria.

Il limite di funzionamento: la temperatura

Pertanto, la produzione di acqua calda sanitaria è sempre affidata a bollitori, il cui limite di funzionamento è rappresentato dalla differenza di temperatura (normalmente fra gli 8-10 °C) raggiungibile tra fluido primario e fluido secondario, oltre che dai rischi di proliferazione batterica.

Quando scegliere un serbatoio di accumulo

I serbatoi di accumulo possono essere essenzialmente di due tipi, per quanto riguarda la serpentina interna in cui scorre il fluido che ha la funzione di riscaldare l’acqua: normali o a superficie maggiorata. Vediamoli nel dettaglio.

I serbatoi di accumulo a superficie normale

I primi possiedono una serpentina con una superficie normale, e sono impiegati quando l’acqua calda viene prodotta da una caldaia, ovvero la temperatura del fluido scaldante è di circa 70-80°C.

I serbatoi di accumulo a superficie maggiorata

I serbatoi di accumulo a superficie maggiorata, invece, vengono usati quando l’acqua calda è prodotta con collettori solari in un impianto solare termico, oppure con pompe di calore: in entrambi i casi, infatti, il fluido scaldante è disponibile a una temperatura più bassa che nel caso precedente, pari a circa 50-55°C.

La capacità di un puffer per il termocamino

La funzionalità di un puffer è strettamente legata alla tipologia di impianto che decidiamo di installare nella nostra casa per poter produrre energia termica. Tra i tanti usi possibili c’è quella legata al termocamino a legna. Possiamo, infatti, collegarlo a un impianto di riscaldamento domestico utilizzando entrambi per i rispettivi innesti nella parte alta del puffer.

Andremo, quindi, a considerare la potenza massima del nostro termocamino circa di 35 kW termici con un rendimento del 75%. Con questi dati di partenza, l’acqua cederà 26,2 kW, ovvero pari circa alla sua potenza nominale.

Vediamo come dimensionare un serbatoio di accumulo termico inerziale, o puffer, per un termocamino a legna da collegare a un impianto di riscaldamento domestico, “passando” entrambi per i rispettivi innesti nella parte alta del puffer.

Supponiamo che il termocamino abbia una potenza max (cioè al focolare) di 35 kW termici e che il suo rendimento sia del 75%. In tal caso cederà all’acqua solo 26,2 kW, che in pratica è la sua potenza nominale.

A questo punto andiamo a calcolare la capacittà minima del puffer in litri, considerando che mediamente i serbatori sono dimensionati sui 45-55 litri per ogni kW termico: la dimensione si aggira circa a 1400 litri.

 

Serbatoi a stratificazione

I serbatoi di accumulo cosiddetti a stratificazione si chiamano così perché sfruttano, appunto, il fenomeno della stratificazione dell’acqua: in pratica, l’acqua calda e fredda, avendo temperature diverse, tendono a comportarsi come se fossero due liquidi distinti, rimanendo separati all’interno dello stesso contenitore.

Con questa condizione, possiamo prelevare acqua molto calda dall’inizio alla fine, come se il serbatoio contenesse solo acqua ad alta temperatura; mentre in assenza della stratificazione si preleverebbe acqua mescolata e quindi tiepida.

La stratificazione nei serbatoi di accumulo ha anche un altro vantaggio: permette di immagazzinare in un unico serbatoio i contributi di differenti fonti di calore.

Questa condizione termo tecnica si verifica in presenza di una caldaia a gas oppure di un sistema di pannelli solari termici, che producono acqua calda a una temperatura differente.

Un approccio sostenibile in casa

Accumulare da più fonti rinnovabili si può e, laddove possibile, si deve all’ambiente e ai nostri consumi. Consigliati, quindi, i dispositivi abbinabili a sistemi sostenibili come:

  • pompe di calore
  • pannelli solari termici
  • stazione istantanea per acqua calda sanitaria
  • caldaie a condensazione murali e a basamento

che consentano un accumulo commisurato al fabbisogno.

Per la scelta e l’installazione del puffer o bollitore giusto per la tua casa è opportuno rivolgersi a professionisti del settore.

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